mercoledì 4 febbraio 2009

Gli Italiani al ritorno dal Brasile : Categorie


Il Brasile è una meta turistica molto rinomata . Ogni anno migliaia di italiani vi trascorrono le vacanze . Quasi tutti tornano e non lasciano scadere il biglietto per decidere di vivere là .
In linea di massima , tranne rare eccezioni , i turisti italiani in terra verde-oro sono divisibili nelle seguenti quattro categorie facilmente distinguibili al loro ritorno in patria .

IL TOSSICO : Età variabile fra i 20 e i 65 anni . Normalmente si reca in Brasile a Febbraio . Se ne infischia allegramente che in Italia non sia estate e al suo ritorno lo trovate ad aspettare le valigie con infradito Ipanema , collana di conchiglie al collo e maglietta della Seleçao (dietro ovviamente il numero 10 e il suo nome) abbronzato come un tizzone . Ascolta solo musica brasiliana (senza capire i testi) Il desktop del pc dell ufficio è una foto del Pan de açucar . Mangia brasiliano , balla il forrò e cambia la sua mail in nomecognomebrasil@.hotmail.br . Ah dimenticavo ! Comincia qualsiasi conversazione con “Sai in Brasile ….” .

IL COLTO : Età dai 35 anni in su salvo eccezioni . Fa il corso all’Ambasciata del Brasile e parla portoghese con accento di Rio . Legge le poesie di Carlos Drummond de Andrade e i libri di Paulo Coelho in lingua originale (delle traduzioni non ci si puo’ fidare ) . Ha Cazuza e Tom Jobim nell’ Ipod . Colleziona libri di foto sul Brasile e ha visitato 12 stati brasiliani (l’Ammazionia è il suo preferito ma anche Bahia che magia!) . La foto del desktop dell’ufficio è una pappagallo colorato che guarda triste in camera e in basso la scritta “Pare a destruição das florestas!” (Stop alla distruzione delle foreste) .
E’ per natura un po’ snob e quando è in Brasile normalmente disprezza il turista modello “tossico” e lo evita accuratamente .

IL VACANZIERO : Tutto l’anno è buono per passare due settimane di vacanza . Parte e si rinchiude al villaggio turistico . Non esce per nessuno motivo al mondo dal residence (“Perché il Brasile è pericoloso me lo ha detto un amico che ci è stato”) . Mangia pizza e pasta per due settimane , guarda gli spettacolini organizzati dall’animazione la sera nel teatro del villaggio turistico , parla italiano tutto il tempo fa amicizia con una coppia di Milano torna in Italia ingrassato di 5 chili e abbronzatissimo (le donne con le treccine) .
Quando al ritorno in patria gli amici gli chiedono “Com’era il Brasile?” rispondono “C’ è il mare bello sembra la Sardegna” . E quando gli incalzano “ Hai fatto le foto?” rispondono “Ma sei matto ? Se tiri fuori una macchina fotografica ti sparano! Eh cara mia tu non sai….” .
Dimenticavo : la foto sul desktop è quella del suo cane che gioca con la palla .

IL NEGAZIONISTA (sottotitolo “Coscienza sporca”?) : Dicono a tutti “Sono stato in Brasile!” ma un secondo dopo si precipitano ad aggiungere “ma solo per lavoro eh !!!” .


NDR : personalmente sono un misto fra le prime due categorie …e voi?
Nei prossimi giorni altri post…

domenica 23 novembre 2008

Uno zero zero zero

Mille è numero strano . Può significare “tanto” , ma anche poco .
“Mille di questi giorni”! . Non sei tanto generoso , mi stai augurando poco meno di tra anni felici . Ma una storia “millenaria” invece , beh , dura da parecchio .
Con “mille lire “ ci compravi poco , con mille Euro …pure . Certe cose non cambiano mai .
Se mi dici “Grazie mille” , vuol dire che ho fatto qualcosa di buono , di gentile . Ma può essere anche ironico e allora quel mille vale zero .
Mille erano i garibaldini , tanti per avere il cattivo gusto di indossare una camicia rossa . Pochi , ma buoni , per fare l’ Italia . Forse non tutta , ma un bel pezzetto si .
Una paesino di mille abitanti . Poche persone . “I vincitori della lotteria sono stati più di mille”. Cavolo sono tutti fortunati tranne me? .
Dire . Fare .
“Te l’ho detto mille volte ! “ . E ancora non ho capito . Scemo .
“L’avrò fatto mille volte! “ . E ancora riesco sbagliare . Scemo + scemo .
Mille lettori del mio blog fino ad oggi . Me le immagino queste mille facce . Tutti davanti al pc . C’è qualcuno che ride , qualcuno che si commuove (mi hanno detto…) , qualcuno che non capisce , qualcuno che ha sbagliato pagina , qualcuno che cercava un’altra cosa ma poi gli è piaciuta anche questa . Qualcuno , spero , che ha trovato quello che cercava . E se , solo uno , dopo aver letto le mie pagine , si è sentito un po’ più allegro . Beh , quell’uno vale per mille .

lunedì 6 ottobre 2008

Tchau Brasil !

Io non lo so se è così in tutti gli aeroporti del mondo . Voglio dire , gli aeroporti sono tutti uguali . Ma in Brasile , mentre stiamo seduti lì ad aspettare che chiamino il volo , c’ è sempre qualcuno che piange . Che piange perchè torna o perchè se ne va . Perché , che parta o che torni , lascia qualcuno o qualcosa laggiù . E lasciare qualcuno o qualcosa in Brasile , credetemi , non è facile .
Ci sono gli italiani abbronzati e con la maglia di Ronaldinho o con scritto Salvador o Rio o Fernando de Noronha . L’ultima maglia comoda prima di tornare nei vestiti da città , nelle giacche e le cravatte , nei vestiti da lavoro . Ci sono donne con i bambini e ragazze con i tacchi alti . Coppie di italiani in vacanza , lei che si è fatta le treccine e le unghie con disegnate le palme e lui che manda i messaggi agli amici per sapere cosa ha fatto la Roma . Ci sono ragazze da sole già con i cappotti , che l’estate l’hanno lasciata al check in . Turisti brasiliani , uomini in giacca e cravatta , qualcuno con la chitarra e il cappello da artista . C’ è tanta gente insomma . E c’ è sempre qualcuno che piange .
Qualche volta vorrei andare là e chiedere “Perché piangi?” . Vorrei scrivere un libro su quelli che piangono partendo dal Brasile . Sono sicuro che verrebbero fuori un sacco di storie interessanti .
Magari prima o poi lo farò . Poi scriverò un libro su quelli che piangono mentre l’aereo decolla . Quelli piangono ancora più forte .
Sono partito anche io . C’era una donna seduta accanto a me in aereo . Quando ci siamo alzati dalla pista lei guardava fuori dal finestrino e gli è scesa una lacrima . Mi ha visto che la guardavo nel riflesso , si è girata verso di me e mi ha detto con un mezzo sorriso “Ja estou com saudade” (già sento nostalgia) .
Credetemi , in quel momento , l’avrei capita anche senza parlare portoghese .

sabato 20 settembre 2008

Il corpo è il mio tempio


Negli ultimi anni un po’ in tutto il mondo è cresciuto il culto del fisico . Tutti vanno in palestra (purtroppo , non tutti , con gli stessi risultati )(io ne sono un chiaro esempio) . Tutti vogliono sentirsi meglio e apparire in forma alla famosa “prova costume” . Se questo accade nei paesi dove fa freddo 12 mesi l’anno immaginatevi cosa succede nel Nord del Brasile dove ogni giorno la temperatura media è di 28°gradi .
Qui ci sono palestre ad ogni angolo . Dalle più tecnologiche che non ci sogniamo neanche da noi a quelle , diciamo così , un po’ più arrangiate (leggi pietre al posto dei bilancieri) .
La prima cosa che vi salterà agli occhi è che in Brasile esistono le “Academia pra mulheres” ovvero le palestre riservate alle sole donne . Quando ne incontrate una non spaventatevi : non siete stati teletrasportati all’ improvviso in Iran . C’ è una spiegazione razionale anche a questo .
Se pensate infatti che noi italiani siamo i più paqueradores (quelli che ci provano) con le donne,siete in torto . Siamo dei dilettanti in confronto ad un uomo brasiliano che , normalmente , ci prova con qualsiasi cosa non abbia bisogno di essere gonfiata (scusate la metafora) . Va da sé che alcune donne che non hanno voglia di perdersi in chiacchiere preferiscono iscriversi ad una palestra riservata (anche se , mi chiedo , non passino poi più tempo a chiacchierare fra di loro) .
La palestra , ovviamente , è solo la punta dell’ iceberg del culto del corpo .
Mentre gli uomini tentano di somigliare al tipo che ho messo nella foto , le donne affiancano alla palestra altre attività di vario tipo .
Fazer as unhas (mettere lo smalto e curare le unghie delle mani e dei piedi) qui è una pratica trattata con estrema serietà . Diciamo che almeno una volta alla settimana le donne si dedicano a tale culto . Normalmente il rito si svolge fra due amiche intente ognuna a arrumar (mettere a posto) le unghie dell’altra . La fantasia del popolo brasiliano viene fuori in tutta la sua potenza . Le giovani non si limitano a pintar solo di un colore ma si sbizzarriscono con stelline decorative , mini paesaggi e quant’ altro . Mi dicono che da qualche parte a Sao Paulo ci sia un estetista che su ogni unghia rappresenta una diversa opera Impressionista .

Oltre alle suddette palestre in città vi capiterà di incontrare molti cabelereiros (parrucchieri) . Tutto ciò è dettato dal fatto che una donna brasiliana (ma anche fra gli uomini la tendenza è in aumento) passa circa 1/5 (una mia stima personale) della sua vita a arrumar os cabellos (sistemare i capelli) .
In particolare qui esiste un arnese chiamato escovinha . Tale strumento di tortura (simile ad una spazzola a mio avviso , ma potrei sembrare un eretico) ha il compito di rendere il capello liso (liscio) condizione assolutamente imprescindibile per uscire la sera tranquille.
La maggior parte delle ragazze passa tale “pettine speciale” con tale frequenza e intensità che mi chiedo come facciano a non essere calve .
La “scienza dell’ escovinha” negli ultimi anni è progredita e si è arricchita di nuove fantastiche scoperte . Sono recenti evoluzioni :
Escovinha progressiva : passata sul capello lo mantiene liscio per 2 o 3 mesi .
Escovinha intelligente : Non ho avuto ancora il piacere di incontrarne una . Ma giuro , pensando a cosa possa essere , non riesco a dormire la notte .

domenica 14 settembre 2008

I miei primi 500...Obrigado !


Ciao a tutti !
piccolo post solo per "festeggiare" i miei primi 500 lettori . E' cominciato tutto per gioco e lo è ancora ma fa piacere sapere che da qualche parte nel mondo ci sono state 500 persone che hanno avuto la pazienza di leggere quello che scrivo . E magari , spero , sorridere un pò e fermarsi e pensare davanti al mappamondo .

Um abbraccio a tutti e a presto per i nuovi post !

mercoledì 10 settembre 2008

Piccole grandi atrocità intercontinentali

Se andate in Giappone per salutarvi fate l’inchino . In Italia i ragazzi si baciano sulla guancia fra di loro (non lo fate in Brasile se non volete trovarvi KO!) . Negli Stati Uniti ci si abbraccia .
In Giappone c’ è il sushi e il sakè . In Italia la pasta e il vino , in Brasile a feijoada e il succo di goiaba .
Insomma ogni paese è diverso , ha le sue caratteristiche , il suo modo di essere “paese” . Ma se vi fermate un attimo a pensare ci sono delle cose che accadono in tutto il mondo . Piccole cose . E , chissà perché , sono sempre le più fastidiose .
Il Brasile , non fa eccezione . A seguito tre piccoli esempi .

Il cowboy del semaforo : Siete in Brasile a bordo della vostra Fiat Uno (ma qui la chiamano Mille ed è la macchina più venduta) (si , amici , purtroppo è ancora in produzione) sul lungomare di una città . Fermi al semaforo . Il cielo è sereno il sole brilla nel cielo e state respirando il profumo della salsedine . Non c’è traffico . Il semaforo è rosso e vi godete il momento . Siete quasi in estasi . Socchiudete gli occhi e…PEEEEEEEEEEEEEEEEE !!!!! Eccovi di ritorno alla realtà ! Quello nella macchina dietro di voi vi ha appena strombazzato perché non siete partiti sgommando al semaforo appena è diventato verde !! Allora pensate “Beh avrà fretta!” lo lasciate passare accostando leggermente e sapete lui che fa? Vi sorpassa e si ferma alla baracca venti metri più avanti a bere un cafezinho . Como è boa a vida !

Incontinenza canina : Problema largamente diffuso in Italia e , contrariamente a quanto molti pensino , in tutta Europa (i poliziotti generalmente sono più impegnati a fare , o non fare , altre cose piuttosto che beccare un cane nell’atto di fare la cacca) .
Avere un cachorrinho (un cagnolino) qui è una specie di status symbol (come in Italia avere il fuoristrada) oltre ad un modo di abbordare ed esser abbordati quando si cammina sul lungomare (non escludo che alcuni comprino il cane solo per amore per gli animali ) (a differenza dell’ Italia dove nessuno compra il fuoristrada “Perché è comodo” . Comodo !?!? Nel traffico di Roma?!?!?) .
Amore o no per i quadrupedi i cani hanno bisogno di fare la loro passeggiatina . E quando fanno la passeggiatina dove fanno i loro bisognini? Ma sul marciapiede ovviamente ! E chi raccoglie i loro bisognini? Nessuno ! E chi pesta i loro bisognini quando cammina felice in infradito ? IO !!!!!!

Invisibilità momentanea e incontrollabile : Vi sarà capitato di fare la fila a volte . In tabaccheria per esempio Vi sarà capitato di essere gli ultimi della fila . Di rimanere gli ultimi finchè è il vostro turno . E’ in quel preciso momento che si acquistano i poteri di invisibilità momentanea e incontrollabile . State per dare i soldi all’ uomo alla cassa e chiedere quello che volevate quando alle vostre spalle arriva una , generalmente , persona anziana che dice : “ Un pacchetto di Marlboro!” . Quando voi , gentilmente , dite : “Signora , mi scusi , c’ero io” lei vi guarderà sorpresa e presa di soprassalto vi dirà “ Scusi , non l’avevo vista!” . Ecco . Il miracolo dell’ invisibilità si è compiuto sotto i vostri occhi .

PS : Per quello che ho potuto constatare in Giappone i poteri spariscono . Informatemi se ci sono altri posti del mondo dove non si manifestano .

martedì 9 settembre 2008

Que Show !

Come già ho detto in qualche post precendente la musica accompagna la vita dei Brasiliani e ne è parte integrante . E dov’è che la musica raggiunge il suo apice ? In un concerto ovviamente !

Per questo motivo strettamente antropologico e di studio della cultura brasiliana e non per ballare come un pazzo per due ore insieme ad altre 20 mila persone , che ho acquistato i biglietti per lo show di Ivete Sangalo (una delle cantanti più celebri in Brasile ) .
Prima di tutto devo già fare una postilla alla parola “biglietti” . Nei concerti brasiliani in realtà non si entra con un biglietto ma con una “camisa” (maglietta) . Mi spiego . Voi andate al botteghino (che spazia dal negozio di abbigliamento alla salsamenteria ) e acquistate un biglietto cartaceo che può essere “Pista” (equivalente del nostro “campo” quando i concerti sono negli stadi) o “Camarote” (una struttura simile a un palco ai lati del campo , paragonabile al nostro tribuna numerata …ma in piedi ! ) . Ma non è questo l’ingresso ! Infatti due giorni prima dello Show vi dovete recare nel luogo dove si svolge il concerto e cambiare il vostro biglietto cartaceo con una canottiera di colore diverso a seconda del posto che avete comprato . Vi assicuro che coreograficamente è bellissimo . Immaginate 20 mila persone sotto il palco tutti con una canottiera verde ! Sembra un'unica grande persona che pula (salta) dança (balla) e levanta as maos (alza le braccia) !
Le sorprese non finiscono qui . Se non avete il corpo totalmente annebbiato dalla cerveja (come purtroppo , accade al 90% degli uomini ) noterete che le ragazze non hanno la canottiera come è stata consegnata ma bensì “modificata” . Esatto perché le fanciulle uno o due giorni prima dello show si preoccupano di portare la maglietta da una sarta . Il risultato ? Beh Valentino paragonato ad una “stilista” brasiliana fa schifo . Vi posso garantire che da una canottiera di nessun valore escono fuori magliette bellissime , vestiti interi addirittura e lavori di una fantasia originalissima usando solo la camisa stessa !
No , non vi preoccupate , i maschietti tengono la canottiera così com’ è , quando non se la tolgono per mostrare i risultati ottenuti da mesi di palestra (o da giorni di steroidi) .
L’altra sorpresa è che la band non si esibisce su un palco come siamo abituati noi . L’artista e il suo gruppo infatti sono tutti in cima ad un trio elettrico (un enorme camion) che a passo di lumaca si aggira per l’area dove si svolge l’ evento . Insomma immaginate Vasco sul tetto di un pullman che gira per lo stadio Olimpico (Claudio Baglioni , sinceramente non ce lo vedo) !
Il pubblico si diverte tanto , la birra scorre a fiumi , si rimorchia (sia che siate femminucce sia che siate maschietti) e qualche volta qualcuno litiga (perché non l’ho capito) . Stranamente non c’ è la puzza di marijuana nell’ aria che caratterizza i concerti italiani (dai Cugini di Campagna ai gruppi cover di Bob Marley)
Per il resto vi posso solo dire che si balla tanto , si ascolta bella musica , si suda , ci si diverte e…..è meglio mettersi i soldi nelle mutande (o almeno così la mia fidanzata mi ha fatto fare ….) !

Ps : Mi dicono fonti ben informate che al concerto di un gruppo che si chiama Chiclete com Banana ci sia dieci volte più casino che a quello di Ivete Sangalo ....