Per questo motivo strettamente antropologico e di studio della cultura brasiliana e non per ballare come un pazzo per due ore insieme ad altre 20 mila persone , che ho acquistato i biglietti per lo show di Ivete Sangalo (una delle cantanti più celebri in Brasile ) .
Prima di tutto devo già fare una postilla alla parola “biglietti” . Nei concerti brasiliani in realtà non si entra con un biglietto ma con una “camisa” (maglietta) . Mi spiego . Voi andate al botteghino (che spazia dal negozio di abbigliamento alla salsamenteria ) e acquistate un biglietto cartaceo che può essere “Pista” (equivalente del nostro “campo” quando i concerti sono negli stadi) o “Camarote” (una struttura simile a un palco ai lati del campo , paragonabile al nostro tribuna numerata …ma in piedi ! ) . Ma non è questo l’ingresso ! Infatti due giorni prima dello Show vi dovete recare nel luogo dove si svolge il concerto e cambiare il vostro biglietto cartaceo con una canottiera di colore diverso a seconda del posto che avete comprato . Vi assicuro che coreograficamente è bellissimo . Immaginate 20 mila persone sotto il palco tutti con una canottiera verde ! Sembra un'unica grande persona che pula (salta) dança (balla) e levanta as maos (alza le braccia) !
Le sorprese non finiscono qui . Se non avete il corpo totalmente annebbiato dalla cerveja (come purtroppo , accade al 90% degli uomini ) noterete che le ragazze non hanno la canottiera come è stata consegnata ma bensì “modificata” . Esatto perché le fanciulle uno o due giorni prima dello show si preoccupano di portare la maglietta da una sarta . Il risultato ? Beh Valentino paragonato ad una “stilista” brasiliana fa schifo . Vi posso garantire che da una canottiera di nessun valore escono fuori magliette bellissime , vestiti interi addirittura e lavori di una fantasia originalissima usando solo la camisa stessa !
No , non vi preoccupate , i maschietti tengono la canottiera così com’ è , quando non se la tolgono per mostrare i risultati ottenuti da mesi di palestra (o da giorni di steroidi) .
L’altra sorpresa è che la band non si esibisce su un palco come siamo abituati noi . L’artista e il suo gruppo infatti sono tutti in cima ad un trio elettrico (un enorme camion) che a passo di lumaca si aggira per l’area dove si svolge l’ evento . Insomma immaginate Vasco sul tetto di un pullman che gira per lo stadio Olimpico (Claudio Baglioni , sinceramente non ce lo vedo) !
Il pubblico si diverte tanto , la birra scorre a fiumi , si rimorchia (sia che siate femminucce sia che siate maschietti) e qualche volta qualcuno litiga (perché non l’ho capito) . Stranamente non c’ è la puzza di marijuana nell’ aria che caratterizza i concerti italiani (dai Cugini di Campagna ai gruppi cover di Bob Marley)
Per il resto vi posso solo dire che si balla tanto , si ascolta bella musica , si suda , ci si diverte e…..è meglio mettersi i soldi nelle mutande (o almeno così la mia fidanzata mi ha fatto fare ….) !
"Io a Bush gli farei vedere un pò di film miei per rilassarlo un attimo" Rocco Siffredi .
martedì 9 settembre 2008
Que Show !
mercoledì 3 settembre 2008
Un mondo di criança !
Una cosa che sicuramente non manca in Brasile sono i bambini . Sono tanti , tantissimi . A tal punto che la loro presenza è tangibile anche quando non ci sono . Mi spiego meglio . Se andate in un centro commerciale qui in Brasile e vi scappa la pipì andrete (mi auguro) nella zona dei bagni e sorpresa delle sorprese : esistono 3 tipi di bagni diversi ! Uomini , donne e….donne con bambini . Ovviamente non sono mai entrato nel bagno riservato ma mi dicono che ci sono attrezzature per cambiare il pannolino e, nei più sofisticati , bagni a misura di persone sotto il metro di altezza . Inutile dire che in ogni posto dove andate trovate la mitica “gabbia” piena di palline (di quelle dove infilate vostro figlio quando andate da Ikea) che i bambini trovano uno spasso . E poi menù riservati ai più piccoli nei ristoranti , aree riservate per guardare i cartoni animati e ,in diversi palazzi , parquinho dei divertimenti .
Poi ci sono i cartoni animati . Sono rimasto di sasso quando ho scoperto che qui non passano Holly e Benji (ma come nella terra del calcio ???) , né Pollon , né L’Uomo Tigre (ma come nella terra del ValeTudo?) . Ma trasmettono , o meglio trasmettevano , un desenho animado che li surclassa tutti : Bananas de Pijamas . Io adesso , sinceramente , non so l’autore di questo cartone animato che droghe usasse . Questo cartone (in realtà solo la sigla ha la forma di cartone animato il resto sono uomini con indosso maschere modello mascotte americana) verte su le avventure di due banane che indossano il pigiama (a righe bianco e blu) . La cosa è talmente surreale e la sigla talmente orecchiabile che se assistite ad una puntata sappiate che siete persi per sempre .
Quando la mia ragazza mi ha raccontato di questo cartone l’ho presa in giro per ore . Poi sono finito su youtube a guardare un video . Adesso cammino canticchiando “Bananas de Pijamas descendo as escadas Bananas de pijamas uma dupla bem levada” .........
PS : Se siete abbastanza coraggiosi ecco il video http://www.youtube.com/watch?v=q4EltTdwUwQ
giovedì 28 agosto 2008
Jogging pedonale a altre amenità
Uno dei posti che frequento di più in Brasile è il supermercato sotto casa mia . Ci faccio la spesa ,ovviamente , stando attento a capitare nella fila del mio imbustatore di fiducia (l’unico che non mi distrugge le uova). Ci prendo il caffè . Sono pur sempre un italiano e all’ interno del supermercato c’è un bar che fa un ottimo espresso curto (mi raccomando specificate sempre altrimenti vi servono una tazza intera di caffè annacquato ) . Ma soprattutto osservo le persone e le piccole cose della vita quotidiana .
Tra le altre cose , proprio durante il percorso che mi separa dal Bompreço , traggo occasione per fare un po’ di sport , una disciplina nuova , in Italia non comunissima ma in continua espansione (soprattutto nelle grandi città ) : l’attraversamento pedonale . Il consiglio che posso darvi prima di affrontare tale disciplina in Brasile è di non fidarvi troppo delle strisce pedonali e di avere riflessi pronti . Il viale di fronte casa mia infatti , somiglia più ad Interlagos che a una strada di città . Gli automobilisti sfrecciano a tutta velocità e quando voi siete in procinto di attraversare sono anche così gentili da lampeggiarvi o da suonarvi . Mi raccomando non scambiate tali gesti come un invito ad attraversare perché il significato è ben diverso : fermo o ti atropelo (investo) ! Quindi nervi saldi , pazienza e preparatevi allo scatto fino all’altro lato del marciapiede solo quando una macchina è solo un puntino all’orizzonte !
Un altro interessante aspetto del supermercato è rappresentato dall’ “abbandono del carrello” . Da queste parti infatti non si usa mettere la monetina che garantisce che ognuno lo riporti al suo posto ma c’ è il “carrello libero” ! L’estorsione a tempo determinato di 1 Euro a cui siamo abituati noi qui non farebbe altro che allontanare i clienti indispettiti . Di per sé la cosa andrebbe anche bene se non fosse che molti brasiliani portano il carrello fino alla macchina caricano le cose nel portabagagli e lì lasciano l’arnese. Ne deriva il fatto che un estacionamento di un supermercato è un cimitero di carrelli abbandonati (e anche le vicinanze del supermercato) . Ma niente paura ! Il problema è stato risolto brillantemente ! Osservate bene il parcheggio e con vostra sorpresa scoprirete che c’è il parcheggiatore di carrelli ! I Brasiliani , che popolo meraviglioso !
lunedì 18 agosto 2008
Novelas e dintorni

Qualcuno ha detto che la televisione è stata la più grande invenzione del mondo . Io non lo so se è vero ma sicuramente per alcuni brasiliani è così (e , purtroppo , anche per troppi italiani) .
Ma lasciatemi entrare nel dettaglio . Prima di tutto dovete saper che è sufficiente camminare per un quartiere meno centrale di una città per notare come su (quasi) ogni casa sia posizionata una parabola dalla dimensione di quelle che captano le voci degli alieni nello spazio a un milione di anni luce . La domanda che vi sorgerà spontanea è “Ma cosa si prende con quella parabola?” . Niente . Semplicemente quella parabola serve per ricevere , con una qualità audio video migliore , i pochi canali che vengono trasmessi gratis cioè : Globo (
Bene . Detto questo passo alla programmazione . Fondamentalmente è uguale alla nostra (troppo calcio troppi programmi a premi ) con anche la presenza di una specie di SuperQuark delle stranezze abbastanza interessante che si chiama “Acredite se quiser”(Credici se vuoi) (e un altro programma che si chiama Fantasia in cui la regola è che quando si chiama in studio bisogna gridare “Eu sou Fan da SBT!!!” e si guadagnano automaticamente 100 reais)(rimango per ore a guardarlo)
Ma la punta di diamante e vero epicentro della tv brasiliana sono le novelas .
Sono paragonabili alle nostre telenovelas italiane tipo Centovetrine o Un posto al sole (non fingete di non sapere cosa sono ) con la differenza che vengono seguite dalla stessa audience che seguirebbe una finale dei mondiali (ma tutti i giorni) e che hanno una durata di circa un anno .
L’altro elemento caratteristico è che sono una specie di droga . Ho preso in giro la mia fidanzata per giorni perché guardava una di queste novelas e quando , poi , mi sono fermato a guardarla anche io mi sono ritrovato a parlare con la madre di chi aveva tradito chi secondo me .
C’è inoltre da fare un’ altra indispensabile divisione . Le novelas in programmazione dal pomeriggio sono tre e seguono il seguente schema .
Novela della 16:30 : Normalmente ambientata alla fine dell’800 o primi del ‘900 ,a volte con riferimenti religiosi . Se in Brasile qualcuno quando gli dite che siete italiano vi risponde “Giuliana amore mio” non vi spaventate : una novela che ha avuto un certo successo aveva come protagonista una certa Giuliana italiana di cui qualcuno era innamorato (mi sembra di aver capito) .
Novela delle 18:30 : Più scanzonata , ambientata nel presente (quasi sempre a Rio o Sao Paulo) , molte battute . Si ride . Aspetti spesso surreali del tipo che un protagonista parla con la sua coscienza che è interpretata da un altro attore e roba del genere .
Novela delle 21:00 : A letto i bambini . Niente di osceno ovviamente , ma qui gli intrighi passionali e amorosi si intrecciano : siamo in pieno “effetto Beautiful” .
Potrei entrare per ore nella spiegazione di quello che succede ma ….è quasi ora e comincia “A favorita”!
Ps : e oggi forse scoprono che Donatella è innocente…
domenica 10 agosto 2008
Che si mangia?
Noi italiani siamo etnocentrici per natura , diciamolo . O almeno lo siamo culinariamente parlando . Vogliamo il ristorante italiano . In India , Giappone , Congo , Bolivia resistiamo qualche giorno alla cucina locale ma poi , inesorabile , arriva la domanda alla receptionista dell’ hotel : “Conosce un ristorante italiano in zona?” . Bene se siete in Brasile , tranquilli , potete trovare un ristorante italiano o , ancora meglio , una pizzeria . Ma attenti . Ci sono alcune cose da sapere prima di entrare in una pizzeria brasiliana-italiana (mi astengo dal commentare quello che dicono i Brasiliani cioè “Voi avete inventato la pizza ma noi l’abbiamo perfezionata”) . In un menù potete trovare le classiche pizze scritte in italiano sbagliato (capriccioso, margerita , marinare etc..) . A queste se ne aggiungono altre “locali” : frango catupiry (pollo e formaggio) , ananas , calabresa (ottima salsiccia locale) . Se siete a cena con brasiliani assisterete a uno spettacolo , per noi , sacrilego : ogni volta che mangiano un pezzo di pizza cospargono il boccone di ketchup o maionese (nel peggiore dei casi di entrambi gli ingredienti) .
Ma la “novità” più interessante è che qui , normalmente , la pizza si mangia a fette . Insomma non avete il diritto di mangiarvi da soli la vostra bella pizza margerita ma dovrete mangiare una fetta di ogni pizza che viene ordinata (di dimensioni di norma ridotte rispetto alla nostra ) dagli altri commensali . Il risultato spesso si traduce nell’uscire dalla pizzeria con più fame di prima (non mi dite che voi mangereste tranquillamente una pizza con l’ananas) . Ma , per favore , state al gioco e non provate mai a ordinare una Margherita solo per voi : sarebbe come entrare in una pizzeria italiana e chiedere al cameriere del ketchup .
DETTAGLIO : Per strada potete trovare facilmente dei carretti dove viene fatto il Churrasquinho , piccoli spiedini di varie carni cotte na hora (al momento) .
sabato 9 agosto 2008
Eu nao parlo portuguese
Chiariamo una cosa . Se andate in Brasile in vacanza cercate di studiare un pochino di portoghese in aereo . Niente di trascendentale : imparate a dire “Obrigado” ( grazie )(mi raccomando: si dice “obrigado” e non” imbriagado” ) , bom dia (buongiorno) e boa noite (buona sera) .
Se poi avete deciso di restarci per un po’ di tempo imparatene almeno un pochino (no , mi dispiace , non è uguale all’ italiano)(e no , mi dispiace ancora , le persone non vi capiscono se parlate in italiano) . Il portoghese non è una lingua facile ma non stiamo neanche parlando di mandarino antico .
Nonostante questi consigli vi potrebbero comunque capitare occasioni in cui sia difficile farvi capire e capire . A seguito due piccoli esempi .
Il Jacarè della lagoa : Chiacchierando con il figlio di un amico brasiliano di 4 anni gli propongo di andare a fare il bagno in un fiume vicino casa . Il bambino quasi impallidisce ! “Voce è doido ! Aì tem Jacarè!” (Sei pazzo! Li c’ è il jacarè!). Il piccolo comincia a spiegarmi che nel fiume vive un bicho (animale ) che potrebbe prendermi e mangiarmi in un solo boccone . Ovviamente sfodero il mio coraggio di adulto convinto che la storia serva solo a tenere lontani i bambini dal fare il bagno in assenza di adulti e che il fantomatico jacarè sia un animale inventato e dico “Ma non ti preoccupare ! Io mangio i jacarès !” . Il bambino un po’ ride un po’ mi guarda preoccupato.
Attenzione quindi : i bambini VERAMENTE dicono sempre la verità . O perlomeno i bambini brasiliani !
La mia avventura più grande però è stata trovare in un supermercato brasiliano il burro . Voi direte : perché il burro? Beh tanto per cominciare non lo trovavo . E poi “burro” in portoghese si dice “manteiga” mentre la parola in italiano significa “asino” . La mia fidanzata e una sua amica che erano con me non capivano cosa volessi quindi sono passato all’ italica gestualità : adesso , per favore , un po’ di concentrazione e immaginatevi la scena . Un uomo , turista , che nel mezzo di un supermercato brasiliano scuote una confezione di latte e dice “Burro , burro , burro!” (cioè “Asino , Asino , Asino!) (con la speranza che tutti capissero che se sbatacchio il latte questo diventa burro)(in seguito ho scoperto che questo processo funzionava solo nella mia fantasia) .
Insomma , voi che cosa capireste ? Io scapperei pensando che ho davanti un pazzo che vuole asino in scatola o , ancora peggio , succo di asino .
Ma i brasiliani sono gente paziente . Sono riuscito a tornare a casa con una confezione di manteiga .
venerdì 8 agosto 2008
Ma cos’è questo barulhinho?

Il Brasile , si sa , è terra di musica . Il samba (eh già sembra strano ma è una parola maschile) , il forrò , il choro (lo stupendo Brasilian Jazz ) , la bossanova sono tutti ritmi nati e cresciuti in questo paese . Si capisce quindi come “il suono” in senso lato rappresenti una componente fondamentale della vita di ogni brasiliano .
Fin qui l’aspetto artistico . Il “problema” nasce dal fatto che questo concetto viene , come spesso accade in Brasile , estremizzato fino a tramutarsi , in questo caso , nel meno poetico “baruluho” (rumore) .
Eh già . Perché se è vero che qui si vive ascoltando musica , spesso le note sono accompagnate da rumori provenienti da chiunque e da qualsiasi cosa .
Prendete un palazzo medio brasiliano (un “grattacielo” lo chiameremo noi Italiani senza averne mai visto uno) . Dodici piani . Quattro appartamenti a piano . Immaginiamo tre persone per ogni appartamento . Fanno un totale di 144 inquilini . Ecco . Adesso immaginate che all’unisono ognuno di loro alle 7 di mattina accenda la radio o la televisione o lo stereo , ognuno , ovviamente , sintonizzato su canali e frequenze diverse . Ah ! Dimenticavo un piccolo dettaglio : il volume ,ovviamente, è al massimo percepibile da orecchio umano senza incorrere in danni permanenti all’udito (e , non di rado , sopra tali limiti) . Ne deriva un “leggero” barulhinho , appunto , che arriva perentorio nella vostra camera da letto . Metteteci poi i vari venditori di macaxeira (di cui ho già parlato) , di gelato , dolci , mais e qualsivoglia mercanzia che passano gridando sotto la vostra finestra e il sogno che stavate facendo sarà solo un bel ricordo . Buongiorno Brasile !
Ps : La mia amica brasiliana Cris mi dice che in altre città del Brasile passa anche il raccoglitore di spazzatura gridando allegramente “LIXOOOOOO” . Non ho avuto , sfortunatamente , il piacere di incontrare tale individuo .
La situazione , dal punto di vista dell’ inquinamento acustico si arricchisce di altri due individui che si possono incontrare tranquillamente in una qualsiasi città brasiliana e di cui tengo a darvi una brevissima descrizione .
Il Coatto Brasiliano : Trasposizione brasiliana di un personaggio già noto in Italia . E’ normalmente dotato di un pick-up (ma ve bene qualsiasi macchina) nel cofano del quale ripone casse-stereo e subwoofer dalle dimensioni preoccupanti dalle quali viene diffusa , con grande felicità di tutti , musica generalmente di scadente qualità . Potete rendervi conto che stia per arrivarne uno quando è , approssimativamente , a
Dettaglio : non si cura assolutamente di che ore sono , per lui l’amore per la musica viene prima di tutto .
Il Mercante in Fiera : Specializzazione del normale commesso . Il Mercante in Fiera (ma mi piacerebbe sapere qual è la sua effettiva denominazione) è assunto da una negozio per richiamare l’attenzione della clientela che passeggia . Staziona sulla soglia di una determinata attività commerciale ed è in possesso di un microfono collegato (ovviamente) ad una cassa delle dimensioni di un giocatore professionista della NBA . Con voce monotona e ipnotica legge tutte le offerte in atto in quel momento nel negozio . Ce ne è uno ogni due negozi . Fare due passi nel centro , vien da sé , diventa piacevolissimo .
Dettaglio : Attenzione , ascoltarne uno per più di dodici secondi provoca incontrollabile voglia di entrare nel negozio e comprare le cose più inutili (io una volta sono uscito da una loja con uno “schiccialattine” e un taglia uova sode..)